Ai primi degli anni 90 ai Presìdi italiani (Sovvenzione ai piccoli artigiani con lo scopo di promuovere prodotti altrimenti destinati all'estinzione), cominciarono a destare interesse, in quanto l'italiano di indole contadina era abituato a consumare prodotti alimentari artigianali.

Dopo il 2000 il progetto dei Presìdì ha continuato a crescere: non solo in Italia – per consolidare i progetti avviati e attivarne molti altri (oggi siamo quasi a quota duecento) - ma anche negli altri Paesi del mondo.

Alcuni di questi – in particolare quelli realizzati nei Paesi europei – sono filosoficamente affini a quelli italiani; altri hanno invece inaugurato nuove forme di intervento, nuovi approcci alla realtà agroalimentare.

In alcuni casi il Presidio allarga il suo intervento prendendo in considerazione non soltanto la filiera produttiva, ma anche aspetti sociali (ad esempio il coinvolgimento diretto delle donne, la scolarizzazione dei figli dei produttori…) e ambientali. In questi Paesi, spesso, il Presidio non si limita a preservare una tradizione alimentare, ma interviene per migliorare un prodotto, offrendo ai produttori l’assistenza tecnica necessaria (ad esempio pagando il lavoro di un agronomo o favorendo scambi di esperienze e stage di formazione presso aziende di qualità) oppure acqusitando strumenti di lavorazione (una pilatrice per il riso, una macchina per confezionare sottovuoto, una mietitrebbia…)

Tratto da “I Presidi” SLOW FOOD Italia

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